Il settore dei semiconduttori, così come il mercato azionario, si ritrova in una situazione di sofferenza generale dovuta alla crisi petrolifera e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il settore è in forte espansione per via della richiesta di sviluppo hardware per l’intelligenza artificiale, ma si trova in un momento molto delicato. Molti sono gli investimenti promessi negli ultimi mesi, ma il clima geopolitico potrebbe bloccare tutto. Inoltre, alcune materie prime essenziali per il settore passano proprio per lo stretto di Hormuz. Cerchiamo di capire meglio la situazione attuale e i possibili scenari futuri con l’analisi di David Pascucci – market analyst di XTB.
La chiusura dello Stretto di Hormuz e le conseguenze su Elio, Bromo e Petrolio
Elio e Bromo sono due elementi chimici molto importanti per il settore dei semiconduttori. L’Elio è un gas che viene utilizzato per il raffreddamento dei macchinari di litografia e nei processi al plasma. In questo contesto il Qatar produce il 34% dell’elio globale, elio che passa per gran parte per lo stretto di Hormuz. Altro problema riguarda il bromo, per cui il 50% della produzione globale proviene dal Medio Oriente. Il bromo è essenziale per i circuiti stampati, per l’incisione al plasma e per il packaging dei chip. La chiusura dello Stretto di Hormuz è dunque un grande problema per la supply chain del settore dei semiconduttori, soprattutto considerando il fatto che produttori come Corea del Sud o Taiwan importano gran parte delle loro risorse proprio dall’area interessata al conflitto. Le navi sono per la maggior parte costrette a passare per il Capo di Buona Speranza, aggiungendo tra i 15 e i 19 giorni di navigazione, aumentando i costi e i tempi di consegna. Ovviamente la situazione relativa al petrolio implica un aumento dei costi di produzione importante, ad esempio Taiwan importa il 97% della sua energia e questa viene in gran parte importata da Australia e Usa mentre ⅓ viene proprio dal Qatar.
Taiwan Semiconductor (TSMC)
Il top player del settore dei semiconduttori è in sofferenza dal punto di vista delle quotazioni di borsa. Seppur abbia dei fondamentali che sono innegabilmente buoni – con un fatturato annuo in crescita di circa il 20% all’anno e con utili in continuo aumento – vediamo dei ribassi dell’ordine del -18% dai massimi visti nel mese di febbraio. Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente ha avuto le sue ripercussioni anche su titoli molto promettenti come Tsmc, titolo che è sicuramente riferimento per il settore più osservato del momento. La situazione tecnica è molto delicata con il ribasso che abbiamo visto di recente e potremmo assistere ad un proseguimento dello stesso nel corso dei prossimi mesi. L’area interessata è quella dei 350-390 dollari (prendiamo come riferimento il titolo quotato in dollari), area di massimi da osservare e dai quali potremmo vedere dei ribassi che potrebbero durare molto tempo.
Nvidia (NVDA)
Nvidia è il più grande titolo del settore, soprattutto se messo in relazione all’IA. Ha presentato di recente delle trimestrali ottime: per il 2025 ha superato i 200 miliardi di dollari di fatturato, stiamo parlando di un grandissimo player che al momento soffre come tutto il mercato azionario. A rischio per Nvidia, e non solo, gli investimenti promessi per l’anno che potrebbero saltare per via della situazione geopolitica. I fondamentali per il momento sono ottimi, il problema è nelle quotazioni. Siamo tornati a ridosso dei 170 dollari, livelli che abbiamo visto a settembre dello scorso anno. Una rottura e una chiusura mensile sotto i 165 dollari sarebbe un problema per il lungo termine e per questo potremmo assistere a forti ribassi nel lungo termine.
ASML
Il produttore di macchinari litografici più importante al mondo si trova in una situazione tecnica molto particolare. Nulla da dire dal punto di vista fondamentale, così come i titoli precedenti, ma la situazione tecnica vede un ribasso importante su base mensile, dove di fatto sono stati violati i minimi dello scorso febbraio, presagio per dei ribassi. Sono ben 3 mesi che il titolo non riesce ad aggiornare massimi in area 1300 euro; pertanto, la situazione sembra essere palesemente orientata verso il basso. I ribassi potrebbero tranquillamente estendersi fino area 1000 euro qualora dovessimo vedere l’inizio di una fase ribassista consistente nel tempo.
Conclusioni
Il settore è dunque in sofferenza per via del clima generale sui mercati azionari. Inoltre, i problemi dal punto di vista delle materie prime aumentano i costi di produzione e la tensione geopolitica potrebbe scoraggiare gli ingenti investimenti previsti per quest’anno su tutto il settore. Le capitalizzazioni di questi titoli sono letteralmente estreme e scontano scenari particolarmente ottimistici che di fatto non si sposano assolutamente con la situazione attuale. I titoli legati ai semiconduttori e all’IA potrebbero soffrire maggiormente, nel lungo termine, in uno scenario di risk-off generale. Essendo stati i principali beneficiari degli investimenti negli ultimi anni, con rendimenti incredibili in breve tempo, molti investitori potrebbero ora decidere di monetizzare i guadagni a fronte di prospettive macroeconomiche meno favorevoli.